Negli ultimi dieci anni le conoscenze sulle malattie respiratorie sono cresciute in modo esponenziale, rivelandone la complessità biomolecolare e trasformando radicalmente, in alcuni casi, gli approcci terapeutici. L'introduzione della robotica e, sempre più, dell'intelligenza artificiale consente diagnosi precoci e cure più mirate ed efficaci. A ciò si aggiunge una rinnovata attenzione alla prevenzione primaria e secondaria, strettamente legata alle tematiche ambientali: sfide impegnative per la pneumologia
moderna.
Secondo l'OMS, le malattie respiratorie croniche figurano tra le prime cinque cause di morte nel mondo, con un forte impatto economico e sociale. In Italia si stima che circa 3,5 milioni di persone siano affette da BPCO, con una quota ancora sommersa. Anche asma, fibrosi polmonare idiopatica, interstiziopatie progressive, OSAS e insufficienza respiratoria compromettono significativamente la qualità di vita dei pazienti. Per fortuna, le terapie farmacologiche innovative oggi disponibili rendono possibile una vera "medicina di precisione". Una sessione specifica è dedicata al tumore del polmone, prima causa di morte oncologica negli uomini e seconda nelle donne in Italia.
Per coniugare assistenza ottimale e sostenibilità della spesa pubblica occorre puntare su prevenzione (lotta al fumo, vaccinazioni), diagnosi precoce, terapie tempestive e gestione territoriale dei pazienti cronici. In questo scenario è cruciale il ruolo dei medici di medicina generale e l'integrazione tra ospedale e territorio: la collaborazione tra MMG, specialisti, Case di comunità, ospedali e università costituirà la base per la costruzione dell’indispensabile Rete Pneumologica Regionale.
Flavio Fedele